Gli attacchi ai domini e le vulnerabilità del kernel Linux tengono gli utenti di criptovalute con il fiato sospeso
Nel 2026 le minacce alla sicurezza informatica saranno infinite
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A pochi giorni dal momento in cui la Corea del Nord ha messo a segno la più grande rapina della storia, sottraendo 6,5 miliardi di dollari a Binance, una nuova ondata di attacchi ai domini ha aggiunto ulteriore incertezza al mondo delle criptovalute.
Sono stati presi di mira oltre 10 domini: gli hacker hanno inserito un codice dannoso (drainer) in popolari app DeFi come Stonk, causando una perdita stimata di circa 138.000 dollari.
Questa mattina, la Fondazione Solana ha diffuso un messaggio urgente alla propria comunità di validatori, richiedendo agli operatori di effettuare l’aggiornamento a un kernel Linux patchato per proteggersi da potenziali vulnerabilità.
Oltre 10 domini compromessi nell’attacco informatico del fine settimana
La criminalità informatica ha raggiunto livelli record. Mentre i mercati delle criptovalute assorbono l’impatto dell’attacco a Binance della scorsa settimana, che ha causato una perdita di 6,5 miliardi di dollari, gli utenti DeFi devono respingere minacce provenienti da ogni parte.
Nel corso del fine settimana, oltre 10 applicazioni sono state vittime di un attacco ai domini, con gli hacker che hanno inserito un codice dannoso per lo svuotamento dei fondi in siti DeFi come Stonk e Fluxbeam. Secondo quanto riferito, tutti i siti colpiti erano stati registrati tramite name[.]com, un registro di domini.
Secondo The Block, l’attacco ha causato una perdita di circa 138.000 dollari. Sia Stonk che Fluxbeam hanno ripreso il controllo delle rispettive piattaforme.
La sicurezza informatica nel settore delle criptovalute non è mai stata, probabilmente, in una situazione così pericolosa. Nelle prime ore di lunedì mattina, il detective della blockchain Zachxbt ha segnalato che un’entità dell’UE sembra essere stata vittima di una violazione della sicurezza, con una perdita di circa 108 milioni di dollari dagli exchange.
Più recentemente, secondo quanto riferito, il più grande exchange di criptovalute del Brasile, Mercado Bitcoin, avrebbe subito un attacco da 40 milioni di dollari.
Una vulnerabilità del kernel Linux potrebbe minacciare i validatori
Sebbene gli exchange centralizzati e le applicazioni DeFi siano gli obiettivi più ovvi degli attacchi informatici, anche gli operatori dei validatori devono tenersi aggiornati sulle potenziali vulnerabilità. Il 1° novembre, Tim Garcia, responsabile delle relazioni con i validatori della Fondazione Solana, ha diffuso un messaggio urgente a tutti gli operatori, informandoli che era stata scoperta una vulnerabilità critica nel kernel di Linux.
Se non risolta, la vulnerabilità potrebbe potenzialmente consentire ad aggressori remoti non autorizzati di mandare in crash i sistemi dei validatori, compromettendo il tempo di attività della rete. Garcia ha esortato tutti gli operatori ad aggiornare il kernel con una patch, la cui disponibilità è prevista a breve.

Nonostante le minacce sempre presenti, Solana si è affermata come una delle blockchain più resilienti e affidabili del settore.
Oggi, 2 novembre, Solana festeggia 1.000 giorni consecutivi di operatività, smentendo molte delle critiche più pesanti rivolte alla rete sin dal suo lancio. Oltre alla costante operatività, quest’anno Solana ha introdotto una serie di miglioramenti tecnici, tra cui Alpenglow, la riduzione dei tempi di slot e l’aumento del limite di blocchi.
Donald Trump “indaga” sull’attacco hacker da 6,5 miliardi di dollari a Binance
Sebbene non ci fossero mai stati dubbi, l’FBI ha confermato che alla fine è stata la Corea del Nord a essere responsabile dell’attacco hacker da 6,5 miliardi di dollari ai danni di Binance della scorsa settimana.
Dopo aver informato la stampa il 30 ottobre che il governo stava “esaminando la questione”, il presidente Trump ha successivamente affermato di “non essere preoccupato” per l’attacco e ha assicurato ai giornalisti che “ne parleremo con la Corea del Nord”.
Tra gli appassionati di criptovalute, la minaccia della Corea del Nord incombe più che mai. Secondo TRM Labs, nel 2026 gli hacker nordcoreani hanno rubato criptovalute per un valore superiore a 7,4 miliardi di dollari. Evidentemente, l’attacco a Binance della scorsa settimana rappresenta la parte del leone dei fondi sottratti, ma somme considerevoli sono andate perse anche nell’attacco a Drift (285 milioni di dollari) e nell’exploit di KelpDAO (292 milioni di dollari), entrambi avvenuti ad aprile.
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