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I CEO delle società del settore delle criptovalute si recano alla Casa Bianca mentre l’open interest raggiunge i livelli precedenti al 10 ottobre

Il mondo delle criptovalute entra in una settimana cruciale, con il Bitcoin sopra i 64.000 dollari, la ripresa della leva finanziaria e l’avvio a Washington dei colloqui con i leader del settore.

Il Bitcoin ha aperto la settimana superando la soglia dei 64.000 dollari, sulla scia del rialzo degli asset di rischio, ma diversi sviluppi potrebbero determinare se il mercato riuscirà finalmente a uscire dal range estivo.

W Btc

Il segnale di mercato più significativo proviene dalla leva finanziaria. I dati di Velo mostrano che l’open interest aggregato del Bitcoin è risalito al di sopra dei livelli registrati prima del crollo di mercato del 10 ottobre.

Ciò suggerisce che i trader abbiano ricostituito una significativa esposizione ai derivati dopo mesi di riduzione della leva finanziaria, creando sia un maggiore potenziale di rialzo sia un maggiore rischio di liquidazione.

Allo stesso tempo, i dirigenti del settore delle criptovalute si stanno recando a Washington per una settimana potenzialmente importante di discussioni politiche.

Trump atteso all’incontro dei CEO del settore delle criptovalute

Il presidente Donald Trump dovrebbe partecipare mercoledì a un incontro alla Casa Bianca con i leader del settore delle criptovalute, dei mercati predittivi, dell’intelligenza artificiale e della finanza tradizionale.

Secondo quanto riferito, all’incontro potrebbero partecipare dirigenti di Coinbase, Ripple, Gemini, Robinhood, Polymarket e Kalshi, insieme a rappresentanti del Nasdaq, della Borsa di New York, del CME Group e della Depository Trust & Clearing Corporation.

Sono attesi anche il presidente della SEC Paul Atkins e il presidente ad interim della CFTC Michael Selig. Il Comitato consultivo per l’innovazione ufficiale della CFTC comprende figure di spicco provenienti da Coinbase, Ripple, Polymarket, Kalshi, CME, Nasdaq, DTCC e diverse altre società finanziarie e del settore delle criptovalute.

L’incontro si svolge mentre a Washington continua il dibattito sul «Digital Asset Market Clarity Act». Una riunione della CFTC in programma per giovedì si concentrerà sull’evoluzione normativa delle criptovalute e sulle sfide ancora da affrontare per stabilire una struttura di mercato federale duratura.

Da parte sua, giovedì la SEC ha improvvisamente annullato una sessione prevista per venerdì, che avrebbe dovuto valutare se l’agenzia dovesse procedere con nuove proposte normative relative alle criptovalute. Secondo un portavoce della SEC, la riunione è stata rinviata a causa di un «imprevisto problema di calendario». L’ordine del giorno prevedeva una possibile votazione su esenzioni attese da tempo che avrebbero potuto consentire alle startup del settore delle criptovalute di raccogliere capitali senza essere soggette ai tradizionali requisiti di offerta di titoli.

Per i mercati, l’importanza va oltre le singole normative. Un maggiore coordinamento tra le società del settore delle criptovalute, le piattaforme di scambio e le agenzie federali potrebbe plasmare le aspettative relative alla prossima fase di integrazione del settore nel mercato statunitense.

Il rischio geopolitico rimane la minaccia principale

La scadenza del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran è scaduta oggi con i negoziati in fase di stallo, mentre il traffico marittimo attraverso lo Stretto di Ormuz si è quasi interrotto. Il protocollo d’intesa mediato da Islamabad avrebbe dovuto dare il via a 60 giorni di colloqui di pace e alla riapertura dello Stretto di Ormuz. I dati di Kpler hanno mostrato che sabato solo 5 navi da carico hanno attraversato lo stretto e nessuna domenica, rispetto alle 31 del fine settimana precedente. Prima del conflitto, più di 130 navi attraversavano ogni giorno la via navigabile. Lo stretto gestisce normalmente circa un quinto delle spedizioni globali di petrolio greggio e gas naturale liquefatto.

Entrambe le parti hanno minacciato un’ulteriore escalation, aumentando il rischio di un altro shock dei prezzi del petrolio.

Strategy sospende gli acquisti di Bitcoin

Strategy ha aggiunto un ulteriore elemento al dibattito della settimana sulla domanda istituzionale. La società ha venduto 3,46 milioni di azioni MSTR per 333,7 milioni di dollari la scorsa settimana, ma non ha acquistato Bitcoin, mantenendo le proprie partecipazioni a 840.447 $BTC.

Strategy ha utilizzato 132,2 milioni di dollari dei proventi per riacquistare azioni privilegiate STRC, ha speso 52,4 milioni di dollari in dividendi STRC e ha aggiunto circa 150 milioni di dollari alla propria riserva in dollari. Ciò ha portato la riserva a 4,80 miliardi di dollari al 16 agosto, garantendo alla società una durata in USD pari a 2,8 anni.

Strategy dispone ancora di 653 milioni di dollari nell’ambito del proprio programma di riacquisto di azioni privilegiate e di 1 miliardo di dollari nell’ambito del programma di riacquisto di azioni ordinarie MSTR.

Nel frattempo, Strive Asset Management ha acquistato altri 79 BTC per 5 milioni di dollari a un prezzo medio di 63.231 dollari. Le sue partecipazioni ammontano ora a 20.246 BTC, per un valore di circa 1,27 miliardi di dollari.

I mercati hanno bisogno di un catalizzatore

Il Bitcoin ha guadagnato circa l’1,7% nelle ultime 24 ore, attestandosi sopra i 64.000 dollari. L’oro ha superato i 4.400 dollari l’oncia, mentre l’argento è rimasto vicino ai 66 dollari.

Gold

Questo diffuso appetito per il rischio offre un certo sostegno alle criptovalute. La ripresa dell’open interest del Bitcoin aggiunge un ulteriore segnale rialzista, ma significa anche che il mercato ha una maggiore leva finanziaria da smobilizzare in caso di inversione dei prezzi.

Questo rende la settimana particolarmente importante. Da Washington potrebbero arrivare nuovi segnali normativi, gli operatori istituzionali continuano a gestire ingenti posizioni in Bitcoin e gli sviluppi geopolitici potrebbero determinare se il petrolio diventerà il prossimo grande shock macroeconomico.

Il Bitcoin ha spazio per salire ulteriormente, ma con la leva finanziaria tornata ai livelli registrati prima del crollo del 10 ottobre, la prossima mossa potrebbe avere un impatto molto più forte in entrambe le direzioni.

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